Vai al contenuto principale

Menù dei canali di comunicazione

Antibiotici

L’uso degli antibiotici in Italia in una prospettiva europea

Le analisi riportate nel Rapporto OsMed sull’uso dei farmaci antibiotici, mostrano una crescita nel periodo 1999-2007 del consumo territoriale di antibiotici in Italia del 13% (rispettivamente da 24,5 a 27,6 DDD/1000 ab die). Rispetto agli altri paesi europei, l’Italia risulta il paese con più alto consumo di antibiotici, dopo Francia e Cipro e con un consumo doppio rispetto a Germania e Regno Unito.

Le classi di antibiotici principalmente utilizzate in Italia sono penicilline (15 DDD/1000 ab die), macrolidi (5 DDD 1000/ab die), chinoloni (4 DDD 1000/ab die) e cefalosporine (3 DDD 1000/ab die). Queste 4 categorie costituiscono da sole il 90% del consumo totale di farmaci antibiotici in Italia.

Inoltre, l’Italia è il paese dell’Unione Europea con il più elevato consumo di antibiotici in formulazione iniettabile (0,7 DDD/ 1000 ab die), corrispondente a quasi il 3% del consumo totale di antibiotici. Il consumo di antibiotici in formulazione iniettabile risulta, in Francia e in Belgio, pari a un valore da tre a sei volte inferiore a quello italiano. L’Italia mostra in aggiunta, un impiego elevato di specifiche classi di antibiotici, come cefalosporine e chinoloni, molto meno utilizzate in altri paesi, in quanto il loro uso è limitato al trattamento di infezioni gravi o resistenti ad altre classi di antibiotici. In particolare 2/3 dell’uso degli antibiotici in formulazione iniettabile è costituito da cefalosporine di III generazione con la prevalenza del ceftriazone.

 L’uso degli antibiotici nelle Regioni italiane

I comportamenti disomogenei sull’uso degli antibiotici a livello regionale mostrano un’ampia variabilità, con gradienti crescenti di consumi da Nord verso Sud. Valori minimi di consumo totale sono presenti a Bolzano (16 DDD/1000 ab die) e in Friuli Venezia Giulia (19 DDD/1000 ab die) a fronte di consumi doppi in Campania (40 DDD/1000 ab die) e Calabria e Sicilia (35 DDD/1000 ab die).

Le caratteristiche della popolazione italiana che utilizza gli antibiotici

Nel 2008 il 44% della popolazione italiana assistibile ha ricevuto almeno una prescrizione di antibiotico con un impiego maggiore in età pediatrica e nella popolazione anziana. In particolare, 53 bambini su 100 e 50 anziani su 100 hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotico. Con l'avanzare dell'età aumenta la frequenza di prescrizioni ripetute di antibiotici: i pazienti, con età sino a 64 anni, che hanno ricevuto 6 o più prescrizioni di antibiotici costituiscono il 13%, questa percentuale sale al 23% nella classe di età tra i 65 e i 74 anni e diventa il 30% nella classe di età oltre i 75 anni.

Motivi per la prescrizione di un antibiotico

Tra le principali indicazioni terapeutiche associate alla prescrizione di antibiotici, troviamo le malattie dell'apparato respiratorio che rappresentano il 40% delle prescrizioni, le malattie del sistema genito urinario il 18,4% e le malattie dell'apparato digerente il 13,6%.
In particolare, la cistite rappresenta l'infezione associata al maggior numero di prescrizioni di antibatterici (9,9% del totale delle prescrizioni), seguita dalla faringite acuta (8,3%), dalla bronchite acuta (5,7%), dall'ascesso dentale (5,4%) e dalla laringotracheite (4,9%).

La farmacovigilanza

Nel corso del 2008 il numero totale di reazioni avverse (ADR) da farmaci antibiotici è stato pari a 1.303 e ha costituito l'11,2% delle ADR presenti nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza dell'AIFA. Nel periodo 2002-2008 la Rete Nazionale di Farmacovigilanza dell'AIFA ha ricevuto 7.266 segnalazioni di sospette reazioni avverse ad antibiotici che corrispondono al 13,4% del totale di tutte le reazioni avverse ricevute dalla rete di farmacovigilanza nello stesso periodo. I tre antibiotici più segnalati sono: amoxicillina + ac. clavulanico con 1.423 reazioni tra cui 501 gravi e 8 decessi, la levofloxacina, con 859 reazioni di cui 289 gravi e 5 decessi e il ceftriaxone con 626 reazioni tra cui 352 gravi e 22 decessi.

Prospettive regionali

In alcune Regioni d’Italia sono stati attivati progetti con l’obiettivo di favorire l’uso appropriato degli antibiotici e contenere il fenomeno delle resistenze batteriche.

In Emilia Romagna è stato attivato il progetto proBA per favorire l’uso appropriato di farmaci e il contenimento delle resistenze batteriche nell’ambito della pediatria, tramite l’attuazione di una migliore comprensione delle dinamiche prescrittive e l’attivazione di interventi per ridurre le prescrizioni non appropriate.

Nel Friuli Venezia Giulia è stato sviluppato un sistema di sorveglianza delle infezioni nell’ambito chirurgico e la relativa rispondenza delle profilassi antimicrobiche adottate rispetto alle linee guida regionali sviluppate in precedenza. Tale Regione ha rivolto la sua attenzione su più fronti: dalla sorveglianza delle infezioni polmonari in pazienti ventilati, alla messa a punto di un registro regionale delle resistenze batteriche e al consolidamento del programma OMS sulle raccomandazioni della pratica sul lavaggio delle mani e la riduzione delle infezioni nelle strutture sanitarie.

Infine la Regione Puglia ha attuato interventi formativi indirizzati a diverse figure sanitarie e campagne informative sull’uso appropriato dei farmaci nel periodo influenzale.

Vai al contenuto principale Vai all'inizio della pagina