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A cosa servono i vaccini?

I vaccini rientrano fra le strategie di prevenzione primaria delle malattie infettive prevenibili con vaccinazione, ovvero vengono somministrati in soggetti a rischio di esposizione a un determinato microrganismo prima che questa esposizione avvenga, per evitare che la malattia si manifesti.

Alcuni vaccini (es. il vaccino per il tetano o per la rabbia) vengono utilizzati anche come strategia di prevenzione secondaria, cioè dopo che si è venuti a contatto con l’agente patogeno (profilassi post-esposizione), per limitare la gravità della malattia. La profilassi post-esposizione rappresenta comunque una procedura di emergenza e non sostituisce la vaccinazione primaria che rappresenta la strategia di prima scelta.

Alcuni vaccini rappresentano inoltre una forma di prevenzione contro alcuni tipi di tumore di origine infettiva. Le vaccinazioni anti-virus dell’epatite B e anti-papillomavirus umano sono due esempi di questa prevenzione, rispettivamente del carcinoma epatico da cronicizzazione del virus dell’epatite B nel primo caso e dei tumori del collo dell'utero e dell'ano nel secondo.

Oltre alla classica tipologia di vaccino a scopo “profilattico”, negli ultimi anni sono in corso di studio vaccini a scopo "terapeutico" da utilizzare in soggetti con specifiche malattie, in particolare nell'ambito oncologico. Il vaccino terapeutico rappresenta un approccio particolarmente promettente, dal momento che è in grado di stimolare il sistema immunitario del paziente per attivare le risposte difensive dirette contro le malattie neoplastiche.

Note AIFA

Numero nota Farmaco in nota
Data aggiornamento: aprile 2018
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