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JAMA Psychiatry: uso di benzodiazepine nella popolazione anziana negli USA

Pillole dal Mondo n. 693

20/01/2015

Il Dr. Mark Olfson del New York State Psychiatric Institute e della Columbia University, la dottoressa Marissa King della Yale University e il dottor Michael Schoenbaum del National Institute of Mental Health (NIMH)afferente all’NIH hanno esaminato i tassi di uso di benzodiazepine per sesso ed età. Gli autori dello studio hanno sottolineato che nonostante l’ingente numero di prescrizioni di benzodiazepine negli Stati Uniti - 85 milioni solo nel 2007 - relativamente poco è stato conosciuto circa le modalità di prescrizione.

I ricercatori hanno analizzato le modalità di prescrizione dal 2008 utilizzando i dati di un database nazionale di prescrizione (IMS LifeLink LRx Longitudinal Prescription database) e una banca dati nazionale sulle spese mediche curate dall'Agenzia per la Ricerca Sanitaria e la Qualità. I risultati sono apparsi in uno studio pubblicato su JAMA Psychiatry.

Tra tutti gli adulti tra i 18 ei 80 anni, circa 1 ogni 20 ha ricevuto una prescrizione di benzodiazepine nel 2008. Questa frazione variava notevolmente a seconda dell'età, dal 2,6% della fascia 18-35, all’8,7% in quella 65-80. Anche l’uso a lungo termine - per più di 120 giorni - notevolmente aumentata con l'età. Il 31,4% delle persone da 65 a 80 che hanno utilizzato benzodiazepine, ha ricevuto prescrizioni per l'uso a lungo termine, contro il 14,7% degli adulti da 18 a 35.

In tutti i gruppi di età, le donne avevano circa il doppio di probabilità degli uomini di ricevere benzodiazepine. Tra le donne da 65 a 80 anni, a 1 su 10 è stato prescritto uno di questi farmaci, un terzo delle quali hanno ricevuto prescrizioni a lungo termine.

Lo studio ha sottolineato anche che la maggior parte delle prescrizioni per le benzodiazepine sono state effettuate da non-psichiatri. Nel complesso, circa due terzi delle prescrizioni per l'uso a lungo termine sono state effettuate da non psichiatri; per gli adulti da 65 a 80, questa quota era pari a 9 su 10.

"Questi farmaci possono creare rischi reali e spesso non ci sono alternative più sicure disponibili", ha affermato Schoenbaum. "I nostri risultati suggeriscono fortemente che abbiamo bisogno di strategie per ridurre il consumo di benzodiazepine, in particolare per le donne anziane".

Le benzodiazepine comprendono principi attivi come alprazolam, diazepam e lorazepam, ampiamente prescritti per il trattamento di problemi legati all’ansia e al sonno. Nonostante siano di provata efficacia, Le possono comportare dei rischi, soprattutto se il loro utilizzo si protrae per lunghi periodi. L'uso a lungo termine può portare alla dipendenza e a sintomi di astinenza in caso di sospensione. Le benzodiazepine possono mettere in pericolo la cognizione, la mobilità, e abilità di guida nelle persone anziane, così come aumentare il rischio di cadute. Un recente studio ha anche riscontrato un'associazione tra l'uso di benzodiazepine negli anziani e aumento del rischio di malattia di Alzheimer.

Le linee guida raccomandano ora approcci psicoterapeutici e antidepressivi come trattamento iniziale per l'ansia. Per l'insonnia, le linee guida raccomandano interventi comportamentali come primo trattamento.

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