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Rapporto OsMed 2018: l’uso dei farmaci nelle popolazioni fragili

Pillole dal Mondo n. 1694

25/07/2019

In questa edizione del Rapporto, l’AIFA ha voluto dedicare un capitolo specifico alle cosiddette “popolazioni fragili”, come la popolazione pediatrica, geriatrica e quella delle donne in gravidanza. Monitorare l’uso dei farmaci in alcune sottopopolazioni è ancora più necessario perché spesso non sono adeguatamente rappresentate negli studi clinici autorizzativi.

Complessivamente, nel 2018 oltre 40 milioni di assistiti hanno ricevuto almeno una prescrizione di farmaci con una prevalenza d’uso pari al 67% e una spesa pro capite di 229 euro. Vi è una differenza di esposizione ai farmaci, con una prevalenza che passa dal 62% negli uomini al 71% nelle donne mentre, per quanto riguarda le dosi e la spesa, si riscontrano rispettivamente 1.016 DDD negli uomini e 1.025 nelle donne e 227 euro pro capite negli uomini e 231 nelle donne.

Popolazione pediatrica

Nel 2018 è stata registrata una prevalenza d’uso dei farmaci nella popolazione pediatrica (0-17 anni) del 49,1%. La prevalenza della prescrizione registra un picco nel primo anno di vita del bambino (77%), per poi diminuire progressivamente negli anni successivi fino a quasi dimezzarsi nella fascia di età 12-17 anni (39,4%), ed è maggiore nei maschi rispetto alle femmine (49,9% vs 48,3%).

Analogo andamento per età riguarda i consumi, con un valore di confezioni pro capite che passa da 3,4 nel primo anno di vita a 1,7 nella fascia 12-17 anni, e con una differenza per genere più marcata nel primo anno di età (3,7 confezioni per i maschi vs 3 confezioni per le femmine).

Gli antimicrobici per uso sistemico sono i farmaci a maggior consumo (46,4% del totale), seguiti da quelli  dell’apparato respiratorio (24,3%) e dagli ormoni, esclusi quelli sessuali (8,4%), dai farmaci del tratto gastrointestinale e metabolismo (7,5%) e da quelli del sistema nervoso centrale (7,1%).

Gli antimicrobici per uso sistemico sono la categoria terapeutica a maggiore prevalenza prescrittiva (199,2 per 1000 bambini), con l’associazione amoxicillina/acido clavulanico che risulta il farmaco più prescritto della categoria (356,3 prescrizioni per 1000 bambini con una riduzione del 3,8% rispetto al 2017), collocandosi anche al primo posto tra i primi 30 principi attivi a maggior consumo nel 2018.

Al contrario, l’amoxicillina, antibiotico di prima scelta nel trattamento delle infezioni pediatriche più comuni secondo le linee guida, si colloca al secondo posto per prevalenza nella categoria (75,4 per 1000 bambini) e fa rilevare un aumento del 3,2% della prescrizione rispetto all’anno precedente. Seguono poi i farmaci dell’apparato respiratorio con una prevalenza di 197,9 per 1000 bambini, tra i quali il beclometasone è il farmaco più prescritto e si colloca al sesto posto tra i principi attivi a maggior consumo in età pediatrica, nonostante la netta riduzione rispetto all’anno precedente (-34,0%).

Tra i primi 30 principi attivi a maggior consumo nella popolazione pediatrica per il 2018, si trovano 11 appartenenti alla categoria dei farmaci dell’apparato respiratorio, 9 della categoria dei farmaci antimicrobici per uso sistemico (8 antibatterici e un antivirale), 4 della categoria degli ormoni (esclusi quelli sessuali) e 3 del sistema nervoso centrale (antiepilettici). Per tutti i principi attivi, ad eccezione della levotiroxina (indicato nelle forme di ipotiroidismo), del levetiracetam (antiepilettico) e del colecalciferolo (vitamina D), il consumo è maggiore nei maschi rispetto alle femmine. 

Popolazione geriatrica

Nel 2018 il 98% degli anziani ha ricevuto almeno una prescrizione farmacologica, senza significative differenze di prevalenza d’uso tra i due generi. Sono state dispensate, ogni giorno e per ogni utilizzatore, oltre 3 dosi con una spesa di 656 euro pro capite. L’andamento delle dosi e della spesa nella popolazione anziana aumenta con l’età, fino alla fascia 80-84 anni, per poi ridursi lievemente negli utilizzatori con età uguale o superiore agli 85 anni. Le fasce di età con i maggiori consumi sono, infatti, quella 80-84 anni e quella costituita da soggetti con età pari o superiore agli 85 anni (rispettivamente 3.825 e 3.769 DDD/1000 utilizzatori die) con una spesa per utilizzatore pari a 782 e 740 euro rispettivamente.

Differenze tra i generi sono osservabili in tutte le fasce d’età, con gli uomini che risultano consumare e spendere di più delle donne.

Sono state erogate in media 6,7 diverse sostanze per utilizzatore e in entrambi i generi si è assistito a un progressivo incremento del numero di principi attivi diversi assunti all’aumentare delle decadi di età. La distribuzione degli utilizzatori per numero di principi attivi diversi ha evidenziato come oltre circa il 66% degli utilizzatori anziani abbia ricevuto prescrizioni di almeno 5 diverse sostanze nel corso dell’anno di riferimento e come addirittura poco più del 22% dei soggetti di età pari a o superiore ai 65 anni assuma almeno 10 principi attivi diversi.

Le categorie terapeutiche maggiormente prescritte nella popolazione geriatrica sono quelle dei farmaci per l’apparato cardiovascolare, dei medicinali antimicrobici per uso sistemico e dei farmaci per l’apparato gastrointestinale e metabolismo. Per quanto riguarda la prevalenza d’uso, i medicinali antiulcera peptica e malattia da reflusso gastro-esofageo si collocano al primo posto con il 47,8% (46,6% maschi negli uomini e 48,7% nelle donne), seguiti dagli antitrombotici con il 43,8%, dalle sostanze modificatrici dei lipidi con il 34,6% e dai farmaci antinfiammatori e antireumatici non steroidei con il 32,8%.

Le differenze di prevalenza d’uso dei farmaci rilevate tra il genere maschile e quello femminile rispecchiano complessivamente la frequenza delle patologie per le quali tali farmaci vengono utilizzati nei due generi. Le classi farmacologiche con maggiori differenze sono la classe delle vitamine A e D, in cui l’utilizzo principale avviene nelle donne (prevalenza d’uso nelle donne 40,9% vs 12% negli uomini), poiché di norma prescritti in caso di osteoporosi. Anche nel caso dei preparati tiroidei, la prevalenza d’uso nelle donne è risultata tripla rispetto a quella degli uomini, così come nel caso degli antidepressivi che hanno fatto registrare una prevalenza d’uso quasi doppia nelle donne rispetto agli uomini. Per i farmaci per l’ipertrofia prostatica, invece, l’utilizzo è concentrato quasi esclusivamente negli uomini.

Nella prospettiva di un’approfondita valutazione dell’appropriatezza d’uso, è stata analizzata la presenza di 7 differenti associazioni di farmaci riconosciute quali possibili cause di rischio di interazione farmacologica, più frequentemente riscontrate nelle aree del Centro e del Sud Italia. Un esempio è rappresentato dall’utilizzo concomitante di cortisonici e chinolonici. Tra gli utilizzatori di chinolonici, la prevalenza di uso concomitante con i cortisonici è risultata del 12,5%, senza differenze significative tra i due generi e con valori più elevati nei soggetti con età pari o superiore agli 85 anni. 

Donne in gravidanza

Utilizzando i dati del flusso CeDAP, sono state identificate le donne con età compresa tra i 15 e i 49 anni che hanno avuto un parto dal 1° ottobre 2014 al 30 settembre 2017 e che risultavano residenti al momento del parto nelle tre Regioni considerate.

Sono state analizzate le prescrizioni farmaceutiche relative a 274.938 donne, di cui il 37,7% residente nel Lazio, il 32,2% in Emilia Romagna e il restante 30,1% in Puglia. Il 15,9% del totale era di cittadinanza straniera, con una percentuale maggiore per l’Emilia Romagna (29,1%).

La percentuale maggiore (33,7%) di donne in gravidanza è stata registrata nella fascia d’età 30-34 anni, mentre oltre 25.000 appartenevano alla classe di età ≥ 40 anni, di cui il 7,7% con un’età ≥ 45 anni.

Per l’arco temporale considerato l’80,4% della popolazione selezionata ha ricevuto almeno una prescrizione farmaceutica durante la gravidanza. Inoltre, il 36,5% e il 50,7% delle donne con un parto nel periodo considerato hanno ricevuto almeno una prescrizione farmaceutica rispettivamente nel trimestre precedente la gravidanza e nel trimestre successivo al parto.

La distribuzione delle donne con almeno una prescrizione di un farmaco prima, durante e dopo la gravidanza evidenzia un andamento crescente con l’aumentare dell’età in tutti i trimestri considerati.

I farmaci relativi alla categoria terapeutica del sangue e organi emopoietici sono quelli maggiormente prescritti in gravidanza (55,9%), seguiti dagli antimicrobici per uso sistemico (41,5%), dai farmaci del sistema genito-urinario e ormoni sessuali (25,5%), dai preparati ormonali sistemici, esclusi gli ormoni sessuali (14,9%), dai farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo (13,5%) e da quelli del sistema respiratorio (10,5%). Tra i primi 30 principi attivi maggiormente prescritti in gravidanza, ne troviamo 9 appartenenti alla categoria dei farmaci antimicrobici per uso sistemico, 6 di quella per sangue e organi emopoietici, 4 per apparato gastrointestinale e metabolismo, 3 per sistema genito-urinario e ormoni sessuali e 3 per preparati ormonali sistemici. 

Per maggiori informazioni leggi il Rapporto OsMed 2018

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