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Sapevi che?

…una volta aperta la confezione, le diverse forme farmaceutiche differiscono per tempo di validità?

La data di scadenza, obbligatoriamente presente su tutte le confezioni di farmaci, si riferisce alla confezione integra e correttamente conservata. Ma dal momento dell’apertura ogni tipo di medicinale ha una durata diversa prima che diventi inefficace o addirittura nocivo.
Ecco un elenco del periodo di validità delle più comuni forme farmaceutiche (per le confezioni monodose o le forme confezionate in blister vale la data di scadenza riportata sull’involucro e nel foglietto illustrativo).

 

FORMA FARMACEUTICA

VALIDITÀ

fiale e siringhe

pochi minuti

granulati e polveri da sciogliere

5 giorni

pomate vaso

Dai 5 ai 15 giorni

spray e gocce per naso

Dai 15 ai 20 giorni

colliri

Dai 15 ai 20 giorni

gocce e sciroppi

Da 1 a 2 mesi

pomate

Da 2 a 3 mesi

compresse in flaconcino

Da 4 a 6 mesi



…gli antibiotici non hanno alcun effetto sulle malattie causate da virus, come il raffreddore o l'influenza?

Gli antibiotici sono medicinali molto efficaci, ma soltanto se usati contro il bersaglio giusto.
In particolare, sono utili contro le infezioni causate da batteri o funghi, mentre non hanno alcun effetto contro i virus. Pertanto, se usati in modo scorretto, piuttosto che arrecare benefici possono causare danni.
In particolare:

  • possono affaticare gli organi deputati al loro smaltimento;
  • producono “resistenza”, abituano cioè alla loro presenza i microrganismi che dovrebbero invece combattere, diventando così inefficaci.

Per queste ragioni è necessario sempre consultare il medico prima di ricorrere ad antibiotici; non assumere autonomamente quelli usati per una precedente malattia; completare sempre il ciclo di cura fino al termine indicato dal medico, anche quando i sintomi del malessere sono scomparsi.

…il farmacista può suggerire di sostituire un farmaco di marca prescritto dal medico con un farmaco equivalente?

Se il medico non ha scritto sulla ricetta la frase «non sostituibile» il farmacista deve proporre al cittadino la possibilità di sostituire il farmaco “di marca” con un altro “equivalente”, identico al primo ma meno costoso.
Il cittadino può comunque scegliere il farmaco “di marca”: in tal caso è tenuto a pagare la differenza tra quest’ultimo e l’equivalente.

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