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L’uso dei Farmaci in Italia

Editoriale

Nel 2008 la spesa farmaceutica in Italia è stata pari a circa 24,4 miliardi di euro che, per i due terzi, sono il corrispettivo di medicinali rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ed erogati, in oltre la metà dei casi, attraverso le farmacie pubbliche e private (figura 1).
I farmaci del sistema cardiovascolare, con oltre 5 miliardi di euro (20,5% del totale), sono in assoluto i medicinali più utilizzati, con una copertura di spesa da parte del SSN di quasi il 93% e sono erogati pressoché esclusivamente dalla rete delle farmacie. Gli altri farmaci che incidono più pesantemente sulla spesa sono quelli appartenenti alle seguenti categorie terapeutiche: gastrointestinali (13%), del sistema nervoso centrale (12,1%), antimicrobici (11%) ed antineoplastici (11%). Questi ultimi sono quasi del tutto a carico del SSN (per il 99,2% della spesa) e sono erogati prevalentemente attraverso le strutture pubbliche (ospedali, ASL, IRCCS, ecc.). I farmaci che invece i cittadini hanno pagato direttamente sono stati, soprattutto, i dermatologici (per l’88% della spesa), i genito-urinari e gli ormoni sessuali (54,5%) e quelli dell’apparato muscolo-scheletrico (54,3%).

Composizione della spesa farmaceutica 2008Queste poche cifre spiegano da sole come l’attività di raccolta ed elaborazione dei dati relativi ai consumi ed alla spesa sia indispensabile allo sviluppo e all’efficienza dell’intero sistema dell’assistenza farmaceutica. Conoscere per capire e per governare: anche quest’anno il contributo fornito dalla pubblicazione del Rapporto nazionale su L’uso dei Farmaci in Italia risulterà particolarmente prezioso per tutti i soggetti che si occupano del problema. Ma anche per i comuni cittadini potranno derivarne informazioni utili alla comprensione delle questioni più controverse e delle scelte, non sempre facili, che vengono adottate in materia.

Nel Rapporto si è ricomposto un quadro complessivo della spesa per farmaci in Italia grazie alla disponibilità di dati che riguardano sia l’acquisto dalle farmacie (privato e a carico del SSN), sia l’acquisto da parte delle strutture pubbliche (ospedali, ASL, IRCCS, ecc.) sia, infine, i dati di spesa derivanti dalla distribuzione diretta e per conto (questi ultimi per le 14 Regioni che hanno trasmesso centralmente i dati per l’anno 2008 secondo quanto previsto dal DM di fine luglio 2007).
La struttura generale del Rapporto è quella che si è andata consolidando negli anni, organizzata per argomenti tra loro coerenti: i dati generali di consumo, le categorie terapeutiche e i principi attivi, i farmaci equivalenti, le note AIFA, il consumo privato, la distribuzione diretta e per conto.
È stata ulteriormente strutturata l’analisi degli atteggiamenti prescrittivi della Medicina Generale relativamente alla appropriatezza di trattamento di alcune problematiche cliniche di rilievo (la prevenzione del rischio cardiovascolare, la prevenzione ed il trattamento di eventi tromboembolici, il trattamento dell’ulcera peptica e della malattia da reflusso gastroesofageo, il trattamento dell’osteoporosi, il ricorso ad antibiotici ad ampio spettro). Questo tipo di valutazioni ha una crescente rilevanza nel contesto del Rapporto, in quanto aspetto fondamentale della qualità assistenziale, fortemente correlato con altre componenti della qualità quali: la sicurezza, l’efficacia, l’equità, la continuità assistenziale, il coinvolgimento del cittadino, l’efficienza.
Per l’insieme dei cinque problemi clinici analizzati quest’anno nel Rapporto, sono stati identificati e formalizzati 15 indicatori di appropriatezza mirati a valutare la copertura terapeutica dei pazienti che si presentano con queste problematiche (attraverso la prevalenza d’uso) e/o l’adesione dei pazienti ad un trattamento cronico.
La principale finalità di questo tipo di analisi è quella di offrire dei possibili spunti nell’ambito di iniziative di informazione/formazione rivolte ai medici.
La regolarità con la quale sono stati raccolti e validati dall’OsMed i dati negli ultimi 9 anni (figura 2) consente di introdurre nelle analisi una dimensione temporale, sempre più solida, utile a fotografare la dinamica della prescrizione farmaceutica in diversi aspetti quali, per citare un esempio, l’efficacia degli interventi informativi da parte delle Autorità regolatorie quando, per alcuni trattamenti, occorre che i medici adottino delle cautele d’uso.

Serie storica del totale delle DDL/1000 ab die per i farmaci territoriali* di fascia A-SSN Dai dati 2008 emerge come l’atto di acquistare-assumere un farmaco sia uno dei più consueti per un cittadino medio italiano il quale consuma, ogni giorno, 1,5 dosi di farmaco con un andamento che è andato crescendo negli anni (dal 2000 l’aumento di consumo è stato quasi del 60%). Siamo evidentemente di fronte ad una crescita di natura strutturale dovuta a molteplici fattori (tra i quali certamente il crescente peso delle patologie croniche legato all’invecchiamento della popolazione, ma anche aspetti di natura più squisitamente socio-culturale) ed è complicato ricercare specifici punti di singolarità in un fenomeno che si presenta con una caratteristica di disarmante regolarità nel tempo.
La diffusione dell’informazione agli operatori sanitari, ai mass media, ai cittadini in generale, nel dare trasparenza ai meccanismi decisionali adottati dalle Autorità regolatorie, costituisce la necessaria premessa ad iniziative tese a promuovere un uso migliore dei farmaci. Ed è questa la logica di lavoro che sottende le molte e complesse analisi che (in continuità con la redazione dei Rapporti degli anni precedenti) compongono il Rapporto 2008; una logica tesa ad offrire in un unico contesto le diverse sfaccettature di un fenomeno complesso, che non può essere ridotto unicamente alla dimensione della contabilità di spesa.

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