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Rapporto sull'uso dei farmaci antibiotici - Analisi del consumo territoriale nelle regioni italiane 2009

Rapporti OsMed

Successivamente alla fine della seconda guerra mondiale le migliorate condizioni socioeconomiche, i più elevati livelli igienico sanitari ed i progressi in campo biomedico hanno determinato, in tutti i paesi industrializzati, il cosiddetto fenomeno di “transizione epidemiologica” caratterizzato da:

  • un lento, progressivo e costante aumento della speranza di vita (dal 1951 al 2006 +14,3 anni per gli uomini e +16,5 anni per le donne)
  • un aumento di frequenza della mortalità per patologie cronico-degenerative (soprattutto malattie cardio-circolatorie, diabete, tumori e malattie croniche dell’apparato respiratorio) che hanno progressivamente spiazzato le malattie infettive dai primi posti nelle cause di morte.

Accanto a queste modifiche e rilevanti progressi abbiamo inoltre assistito ad altri tre importanti fenomeni:

  • la scoperta e l’introduzione nell’uso clinico, dopo sulfamidici e penicillina, di numerose molecole (oltre 100) con attività antibiotica e con punti di attacco e meccanismo d’azione differente
  • la segnalazione della comparsa di ceppi batterici resistenti ad uno o più antibiotici fino alla comparsa di ceppi resistenti a quasi tutti o tutti gli antibiotici disponibili (poliresistenza) con il rischio concreto di un ritorno all’era preantibiotica (il così detto microbial threath)
  • un crescente numero di segnalazioni, report e pubblicazioni sull’uso non appropriato di antibiotici.

Per tutti questi motivi molti paesi europei già dagli inizi degli anni ‘90 hanno cominciato a monitorare in maniera attenta l’uso degli antibiotici ed anche l’Italia, a partire dal 1999 con la costituzione dell’Osservatorio sull’Utilizzo dei Medicinali, si è dotata di strumenti capaci di monitorare, in maniera molto accurata, i farmaci utilizzati nella pratica clinica.

Questo Rapporto specificatamente dedicato all’utilizzo degli antibiotici negli anni 2002-2008 vuole facilitare un processo di riflessione e consapevolezza tra gli operatori sanitari sull’uso prudente di antibiotici ed essere un ulteriore contributo all’analisi di tre punti critici nell’uso di antibiotici in Italia:

  • un largo utilizzo di classi di antibiotici che per le loro indicazioni cliniche e/o la possibilità di effetti avversi dovrebbero avere un utilizzo modesto in medicina generale
  • l’ aumento, seppur lieve, nel consumo di antibiotici a differenza di altri paesi con consumi stabili o in riduzione
  • le forti differenze regionali, sia nei consumi totali che per specifiche classi di antibiotici.
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