ReA online n. 1

In questo numero:
La presentazione di Reazioni on line, il nuovo servizio di aggiornamento dell'AIFA sulla farmacovigilanza
La segnalazione di una importante reazione avversa da vancomicina
L'archivio delle reazioni avverse da farmaci biologici del sito Psocare
Un'informazione rapida per riconoscere le reazioni avverse
Reazioni on line è un nuovo strumento
per gli operatori sanitari (medici, farmacisti, infermieri) per essere
sempre al corrente delle ultime segnalazioni nel campo della
farmacovigilanza. Saper riconoscere le reazioni avverse è tanto
importante quanto segnalarle ai responsabili locali della
farmacovigilanza che inseriscono poi i dati nella Rete nazionale di
farmacovigilanza gestita dall'Agenzia Italiana del Farmaco.
Questa
newsletter vuole essere un importante canale per sensibilizzare gli
operatori sanitari a segnalare l'osservazione di presunte reazioni
avverse da farmaco e per portare a loro conoscenza dati importanti
emersi in letteratura internazionale o dalle segnalazioni italiane che
consentano di gestire meglio le terapie.
Il vantaggio di Reazioni on line
sta nella rapidità dell'informazione rispetto al passato. Si prevede
infatti un'uscita ogni 10 giorni con la possibilità, in caso di
informazioni particolarmente importanti e da far arrivare in tempo
reale agli operatori sanitari, di uscire con numeri straordinari.
La newsletter elettronica si affianca e completa quella cartacea che
può essere ricevuta gratuitamente al proprio domicilio semplicemente
cliccando sul tasto nella colonna di destra di questa pagina. I due
strumenti di informazione sono tra loro embricati ma le informazioni
presenti nella versione on line sono completamente diverse da quelle
della versione cartacea.
Visto il carattere sperimentale di questa
iniziativa, ogni consiglio è utile per migliorare, così come ogni
segnalazione o proposta di temi da affrontare.
Reazioni vuole
essere un importante strumento di lavoro per medici, farmacisti ,
infermieri e per tutti gli operatori sanitari che operano nel campo
della terapia farmacologica; vuole anche essere un fattore di crescita
per diffondere a livello capillare le informazioni e far sì che ogni
operatore sanitario si senta parte del sistema di farmacovigilanza per
migliorare la sicurezza dell'uso dei farmaci.
Mauro Venegoni
Piastrinopenia da vancomicina: attenzione agli anticorpi
In un articolo appena pubblicato sul New England Journal of Medicine un gruppo di ricercatori statunitensi mette in guardia su un'importante reazione avversa da vancomicina: la trombocitopenia cui si associano emorragie gravi. In particolare gli ematologi d'oltreoceano hanno cercato di capire il meccanismo patogenetico della diminuzione delle piastrine scatenata dal farmaco. In 34 casi di piastrinopenia da vancomicina sono stati trovati anticorpi anti piastrine rispetto a nessun rilievo di anticorpi nei soggetti di controllo trattati con vancomicina e che non avevano avuto alcun calo delle piastrine. Ciò consente di affermare che la comparsa degli anticorpi è la causa della piastrinopenia. In media il nadir delle piastrine dei pazienti colpiti era 13.600/mm3, con emorragie gravi nel 34% dei casi. L’interruzione della terapia, a ulteriore dimostrazione del ruolo svolto dal farmaco, ha riportato in tutti i pazienti sopravvissuti (26 su 29) i valori delle piastrine a livelli normali. Va sottolineato con preoccupazione che in oltre la metà dei pazienti con trombocitopenia la somministrazione della vancomicina è proseguita per un periodo variabile tra uno e 14 giorni nell’attesa di capire quale ne fosse la causa.
Consigli
In caso di terapia con vancomicina occorre controllare le piastrine e in caso di calo, onde evitare emorragie gravi che possono mettere a rischio la vita, interrompere prontamente il trattamento dosando gli anticorpi anti piastrine per avere una conferma diagnostica della reazione avversa.
Per saperne di più
von Drygalsky A, Curtis B, et al. Vancomicyn-induced immune thrombocytopenia. N Engl J Med 2007;356:904-10
Un archivio elettronico di facile accesso sulle reazioni avverse da farmaci biologici
L'uso sempre più diffuso dei farmaci biologici
in corso di artrite reumatoide, morbo di Crohn, psoriasi spinge a una
riflessione e a un'analisi del rapporto rischi benefici. In questa
prospettiva nel sito del Progetto di ricerca indipendente Psocare
è disponibile gratuitamente e in continuo aggiornamento un database che
raccoglie via via le informazioni pubblicate in letteratura sull'uso
farmaci biologici e la comparsa di eventi avversi. Psocare è un
programma di ricerca sulla psoriasi promosso dall'Agenzia Italiana del
Farmaco (AIFA) con l'obiettivo di valutare i risultati a lungo termine
delle cure disponibili oggi in Italia, tra cui appunto i farmaci
biologici, allo scopo di migliorare l'assistenza alle persone che
soffrono di psoriasi nel nostro Paese.
Per creare l'archivio
elettronico e aggiornarlo è stata fatta e viene periodicamente ripetuta
una ricerca in PubMed, il servizio della National Library of Medicine
che raccoglie gli articoli pubblicati sulle più importanti riviste
medico-scientifiche, utilizzando le parole chiave "efalizumab,
infliximab, etanercept, adalimumab" associate al termine “case”. Sono
stati così raccolti oltre 600 articoli della letteratura che segnalano
eventi avversi legati all'uso di questi 4 farmaci. La banca dati in due
lingue (inglese e italiano) fornisce informazioni sul tipo di evento
segnalato, sulla diagnosi di malattia, sul numero di casi segnalati in
ogni articolo, sull'anno di pubblicazione e sul riferimento
bibliografico per approfondire la segnalazione.
Gli operatori
sanitari interessati possono procedere a una ricerca interattiva che
può essere fatta per nome di farmaco, per tipo di evento, per
indicazione, per categoria diagnostica e per anno di pubblicazione. La
risposta all'interrogazione comprende il numero di segnalazioni con
alcuni dettagli sulle stesse e i riferimenti bibliografici relativi.
Qualche esempio
Con infliximab, adalimumab ed etanercept gli eventi avversi più comuni sono in ordine di frequenza:
- infezioni (144 casi con infliximab, 15 con adalimumab e 40 con etanercept )
- alterazioni cutanee (53 casi con infliximab, 9 casi con adalimumab e 33 con etanercept)
- alterazioni neurologiche (27 casi con infliximab, 3 con adalimumab e 13 con etanercept.
Con efalizumab, invece, predominano le alterazioni cutanee (6 casi).

