Scusate il ritardo
Editoriale
Le informazioni corrono sempre più veloci e sulle scrivanie degli operatori sanitari si accatastano velocemente riviste scientifiche – ma più spesso reprint, pieghevoli, pubblicazioni estemporanee - con nuovi dati, notizie e suggestioni più o meno reali o fantasiose su trattamenti quasi sempre presentati come “innovativi”. Allo stesso confuso contesto contribuiscono gli allarmi – anche in questo caso più o meno basati su dati reali - e gli inviti alla precauzione nel prescrivere nuovi medicinali. La scelta del farmaco è diventata una decisione ancora più complessa e lo scenario nel quale il medico e il farmacista si trovano ad agire cambia ad una velocità che in molti vorrebbero frenetica. Cambiamenti talvolta giustificati dalla disponibilità di risorse terapeutiche nuove che però richiedono particolari passaggi diagnostico-terapeutici prima di poter essere adottate senza riserve. Non volendo uniformarci ad uno scenario caratterizzato necessariamente dalla rapidità, preferiamo proporre approfondimenti più ponderati e documentati, capaci di aiutare la crescita di un senso critico. Fare informazione meditata è dunque una scelta, che intende richiamare l’attenzione su una crescita professionale del personale sanitario a ritmi diversi da quelli dettati dal oltre 28.000 appuntamenti congressuali o dei 17.000 materiali informativi circolanti come mezzi promozionali ogni anno, così come delle visite dei 30.000 informatori scientifici del farmaco.
Il Bif si rinnova nella forma desiderando ancora di più rilanciare il proprio ruolo grazie al supporto di una versione elettronica presto accessibile (Bif online) e di un programma di formazione a distanza collegato alla rivista (Bifad). Novità non destinate a modificare il carattere della nostra proposta: voler essere uno strumento informativo slow coerentemente integrato con il resto dell’offerta formativa dell’Agenzia Italiana del Farmaco, periodica, monografica ed elettronica.
Oltre ad aggiornare riguardo i grandi temi che condizionano l’uso corretto dei medicinali e ad illustrare il razionale delle decisioni regolatorie, il Bif darà spazio ai dati originali scaturiti dalla ricerca indipendente supportata dai cittadini italiani tramite la nostra Agenzia. Inoltre, la rivista restituirà agli operatori sanitari i dati da loro stessi raccolti durante le fasi di monitoraggio speciale dei farmaci potenzialmente innovativi. Questa attenzione garantirà che lo sforzo di produrre dati originali non venga scoraggiato dalle difficoltà di trovare uno spazio editoriale che renda pubblici risultati così faticosamente ottenuti. Ancora una volta, quindi, il Bif mantiene il proprio impegno di informare, in modo indipendente e senza cedere alla tentazione dell’urgenza, nella convinzione di riuscire comunque a proporsi come strumento tempestivamente utile per una pratica clinica critica e aperta alla curiosità per il nuovo.

